LE PIANTE CHE CI FANNO ASSAPORARE LA FELICITA’

 

Quello che cerchiamo tutti è la felicità, e secondo l’opinione di alcuni ricercatori uno dei misteri dello stato di felicità risiede anche nelle misteriose trasformazioni che avvengono in natura, più precisamente nelle modifiche di natura fisiologica, che avvengono nel nostro corpo sotto l’azione dei diversi ingredienti che sono contenuti negli alimenti e nelle piante medicinali che consumiamo. Tenendo conto che noi siamo, in gran parte, ciò che mangiamo, ecco di seguito alcune piante medicinali che possono aiutarci a risvegliare ed amplificare in noi, in maniera perfettamente naturale, la buona disposizione, la calma, l’equilibrio psicomentale e alla fine anche lo stato di felicità, di cui potremo dire che lo possiamo “gustare” cosi, qui ed ora.

 

HARITAKI

Il frutto di haritaki (Terminalia chebula) è non a caso conosciuto ed apprezzato nella tradizione tibetana con il nome di “re dei rimedi naturali”. Dall’altro lato, nelle opere tradizioni dell’Ayurveda, i frutti di haritaki vengono spesso indicati come ingredienti di base in tante formule terapeutiche rivitalizzanti, per le sue molteplici virtù curative. La tradizione ayurvedica sottolinea il fatto che i frutti di haritaki presentano una proprietà speciale: dei sei gusti alimentari conosciuti (dolce, salato, acre, piccante, amaro e astringente) che combinati in diverse proporzioni danno vita a tutte le diversità di gusti esistenti in natura, i frutti di haritaki presentano cinque dei sei gusti (dolce, acre, piccante, amaro e astringente). Questa combinazione specifica determina tra l’altro le proprietà rigeneranti e rivitalizzanti dell’haritaki. Recenti ricerche scientifiche hanno mostrato che i frutti di haritaki hanno importanti proprietà antiossidanti, che contribuiscono, nel caso del loro uso costante, a migliorare la vita dei tessuti vivi del corpo umano. I frutti di haritaki hanno un ricco contenuto di vitamina C, che ha un importante ruolo di miglioramento delle funzioni psicomentali e cognitive, contribuendo inoltre ad un miglior adattamento dell’organismo ai fattori generatori di stress.

 

BILVA

Nella tradizione spirituale orientale gli alberi bilva (Aegle marmelors) rappresentano un simbolo vivente della vita spirituale, noto in India come “l’Albero sacro di Shiva”. Nell’Ayurveda, gli effetti benefici dei frutti di bilva sono comparati alle virtù benefiche dell’ambrosia celeste (AMRITA). Non a caso, l’albero di bilva è presente in India nella maggior parte dei giardini dei templi dedicati a Shiva e non manca quasi mai dall’ambiente naturale in cui si svolgono diverse celebrazioni rituali della tradizione spirituale dell’India. Le indicazioni sull’uso curativo dei frutti di bilva appaiono già negli antichi trattati vedici e continuano in quasi tutte le opere tradizioni dell’Ayurveda. La celebre opera dell’Ayurveda “Charaka Samhita” fa spesso riferimento alle proprietà ringiovanenti e rivitalizzanti di questi frutti, il cui aspetto è impressionante per la loro forma rotonda, il cui diametro supera spesso i 10 cm. Le moderne ricerche scientifiche hanno mostrato che i frutti di bilva hanno un ricco contenuto di alfa-tocoferolo, il più attivo composto della classe di vitamine E, la cui azione antiossidante permette il rallentamento dei processi di invecchiamento. In più, se consumati periodicamente, i frutti di bilva possono aiutare, grazie alla vitamina E naturale che contengono, anche chi vive in zone inquinate o quelli che, anche se non fumano, talvolta sono esposti accidentalmente alla nocività del fumo di sigarette, spesso presente in alcuni spazi pubblici.

 

AMALAKI

Ben noti nella tradizione del sistema millenario Ayurveda, i frutti di amalaki (Emblica officinalis) rappresentano un’importante e ricca fonte naturale di vitamina C: tra 600 e 1800 mg per 100 grammi di frutti amalaki. Sia che vengano utilizzati freschi che sotto forma di polvere secca, i frutti di amalaki generano un potente effetto riconfortante. La vitamina C che contengono genera rapidi effetti di stimolazione dell’attività cerebrale. Le grandi quantità di vitamina C contenute nei frutti di amalaki sono un valido aiuto per prevenire i disguidi derivanti dalle situazioni stressanti, quando si aumenta il consumo di adrenalina e noradrenalina. Per questo, i frutti di amalaki rappresentano un potente mezzo naturale per combattere lo stress e migliorare le funzioni psichiche ed intellettuali. Non a caso, questi frutti hanno un gusto prettamente acre e piacevole, ma che una volta masticati diventa sorprendentemente dolce, estremamente buono, persistente e raffinato, e vengono impiegati nelle tradizionali formule ayurvediche di ringiovanimento e rigenerazione.

 

ASHWAGANDHA

Conosciuta ed apprezzata come un vero e proprio “ginseng indiano”, la radice di ashwagandha (Withania somnifera) rappresenta un valido rinvigorente generale dell’organismo. Nell’ambito del sistema tradizionale dell’Ayurveda, la radice di ashwagandha è citata tra i più importanti rimedi che permettono l’instaurarsi di uno stato di profondo rilassamento e che al contempo permette di riottenere in poco tempo l’equilibrio emozionale. Ricerche biochimiche e studi clinici realizzati di recente mostrano che, dal punto di vista statistico, l’uso a scopo terapeutico della radice di ashwagandha porta ad una notevole diminuzione del cortisone e delle catecolamine per mezzo delle secrezioni urinarie, e si sa che il loro eccesso è una delle cause che attivano gli stati di stress. La radice di ashwagandha contiene la withaferina A, un alcaloide che stimola l’attività dell’acetilcolina a livello cerebrale. Per questo, la pianta contribuisce a migliorare le prestazioni della memoria e ad ottimizzare i processi cognitivi e di apprendimento. Inoltre, i glicovitanolidi contenuti nella pianta contribuiscono a ridurre gli stati di nervosismo, di tensione, di ansia e gli stati depressivi. La radice di ashwagandha ha un leggero gusto dolce piacevole, motivo per il quale può essere impiegata con costanza, per lunghi periodi di tempo, contribuendo cosi efficacemente a riottenere il benessere emotivo e amplificare le capacità mentali. In più, la radice di ashwagandha conferisce un’autonomia sempre maggiore nel mantenere inalterati gli stati psichici positivi e stenici.

 

KAMALA

I fiori di loto (Nelumbo nucifera) occupano un importante ruolo nelle diverse tradizioni di guarigione dell’Oriente. Nell’Ayurveda, i fiori di loto (kamala) sono apprezzati come il più efficace calmante e rinfrescante, essendo per questo utilizzati per ridurre gli stati infiammatori e anche eliminare gli stati di tensione o stress. Nella tradizione spirituale orientale, i fiori di loto (kamala) rappresentano un simbolo sacro degli stati meditativi elevati, che possono essere raggiunti in seguito ad una pratica conseguente dei procedimenti Yoga. Nell’ambito del sistema millenario dello Yoga, i fiori di loto (kamala) vengono direttamente associati agli stati di interiorizzazione e di meditazione yogica profonda. Usati normalmente sotto la lingua, in forma di polvere secca, i fiori di loto (kamala) possono generare rapidamente un profondo stato di tranquillità mentale, interiorizzazione, calma, pace interiore e possono cosi far installare rapidamente un sublime stato di felicità senza oggetto (ANANDA). I fiori di loto (kamala) contengono la lotusina e la nuciferina, composti che determinano un effetto specifico di stimolazione cerebrale e che generano uno stato generale di rilassamento estremamente piacevole, che viene provato in quasi tutto il corpo. Lo stato piacevole generato dall’uso dei fiori di loto (kamala) viene apprezzato molto spesso come una “incantevole gioia”.

 

BRAHMI

Molto nota soprattutto nella tradizione millenaria ayurvedica, la pianta indiana brahmi (Bacopa monnieri) è diventata molto conosciuta attualmente anche nel resto del mondo per i suoi molteplici effetti benefici che ha sulle funzioni cerebrali. Gli studi moderni hanno mostrato che la pianta indiana brahmi contribuisce alla crescita delle capacità di concentrazione mentale, all’amplificazione del potere di focalizzare l’attenzione e al miglioramento delle prestazioni della memoria. La pianta contiene bacoidi e saponine triterpenoidi, entrambe responsabili del miglioramento delle trasmissioni nervose. In particolare i bacoidi, che sono il principale ingrediente contenuto nella pianta, migliorano l’attività delle sinapsi, portando come effetto generale all’aumento della forza mentale di pianificazione e risoluzione dei problemi, oltre che all’attivazione di tutti i processi cerebrali che richiedono una rapida elaborazione delle informazioni.

 

GINGKO

L’albero di gingko (Gingko biloba) è originario della Cina, ma attualmente viene coltivato quasi ovunque. Anche se ha una crescita lenta, può arrivare fino a 35 metri di altezza. La sua diffusione si deve soprattutto alle virtù terapeutiche delle sue foglie, che si sa venivano usate nella medicina tradizionale cinese oltre 3000 anni fa per i loro effetti ringiovanenti. Non a caso, nella tradizione della medicina cinese l’albero di gingko è conosciuto con il nome simbolico di “Fontana della giovinezza e della vitalità”. Le moderne ricerche scientifiche hanno mostrato come le foglie di gingko contengano triptofano, ingrediente essenziale per migliorare l’equilibrio psicoemotivo e lo stato generale di benessere. Le foglie di gingko contengono anche una larga gamma di flavonoidi la cui azione antiossidante è responsabile del mantenimento del benessere generale. Inoltre, tramite i bioflavonoidi che contiene, le foglie di gingko contribuiscono a migliorare la circolazione cerebrale e quella periferica. Grazie al loro contenuto specifico, le foglie di gingko sono inoltre utili per migliorare le funzioni della memoria. Prese sotto la lingua, in polvere, ci aiutano a riprendere velocemente l’equilibrio psicomentale e a risvegliare e amplificare lo stato di ottimismo.

 

PASSIFLORA

Il nome di passiflora proviene dall’espressione italiana “fiore della passione”. Impressionante ed affascinante soprattutto per l’aspetto particolarmente bello dei suoi fiori, la passiflora (Passiflora incarnata) è un valido rimedio per eliminare gli stati di tensione nervosa, ansia o depressione. La passiflora contiene una serie di flavonoidi che determinano l’azione rilassante e profondamente calmante che la pianta ha sul sistema nervoso. Gli studi clinici e le ricerche scientifiche moderne che sono state effettuate sul contenuto di questa pianta hanno mostrato che la passiflora ha come ingrediente principale un monoflavonoide, la crisina, che agisce in modo specifico sul cervello, cosicché le foglie e i fiori di questa pianta si dimostrano particolarmente efficaci nell’eliminare gli stati di paura senza motivo o di panico, e i disturbi e problemi causati da accentuati stati di stress emotivo. L’uso della polvere secca di passiflora porta nell’essere uno stato di calma e profonda pace.

 

MELISSA  

Avendo un aroma molto piacevole, la melissa (Melissa officinalis) è una delle piante che non manca quasi mai nei giardini degli amanti di fiori. Anche il semplice sfiorare delle sue foglie lascia un’impronta olfattiva molto piacevole e calmante. Le foglie di melissa contengono geraniolo, sostanza i cui effetti antiossidanti sono stati certificati da numerosi studi scientifici moderni. Tra l’altro, sia il geraniolo che l’acido rosmarinico e i flavonoidi contenuti nelle foglie di melissa determinano l’esistenza di un’ampia gamma di effetti benefici che la pianta esercita nella sfera psicomentale. Il famoso botanico Dioscoride enumera la melissa tra le piante curative più efficaci usate dai greci antichi per trattare i disturbi nervosi. L’uso sotto forma di polvere secca delle foglie di melissa migliora le prestazioni della memoria, stabilizza le fluttuazioni emotive, riduce ed elimina gli stati di nervosismo e tensione psichica ed è un eccellente calmante. Nel XVII secolo, John Evelyn, celebre naturalista di allora, apprezzava la melissa per la sua potente azione energizzante che lo attivava soprattutto a livello psichico e mentale. Presa sia fresca che secca, la melissa può far scomparire presto gli stati di malinconia, emotività disturbata e depressione, sostituendoli prontamente con uno stato psichico fermo, pieno di fiducia e gioia.

 

IPERICO o ERBA DI SAN GIOVANNI

L’iperico (Hypericum perforatum) è divenuta celebre soprattutto in Occidente grazie alle sue virtù antidepressive. Recenti studi statistici mostrano che attualmente ci sono milioni di americani che usano rimedi naturali dove l’iperico è l’ingrediente principale. Il motivo principale dell’uso dell’iperico nei rimedi naturali è soprattutto il miglioramento degli stati psichici ed emotivi, l’eliminazione delle tendenze verso stati depressivi, che giungono in particolare nelle persone che vivono nei grandi centri urbani. La maggior parte delle persone che usano rimedi naturali a base di iperico lo fanno a scopo preventivo, proprio perché l’iperico conferisce un’eccellente benessere psichico. I moderni studi scientifici hanno mostrato che l’iperico contiene almeno 10 composti che sono responsabili degli effetti benefici sul sistema nervoso. Ad esempio, l’iperforina contenuta nell’iperico determina soprattutto effetti di equilibrio emotivo. L’iperico contiene anche ipericina e flavonoidi che contribuiscono a mantenere un costante stato psicomentale positivo, che permette di superare al meglio le situazioni stressanti, di nervosismo, di tensione o ansia. Usato in modo costante in polvere secca, l’iperico può far mantenere uno stato predominante di calma e buona disposizione, che ci permette di goderci appieno di ciò che è meraviglioso e gioioso nella vita.

 

ECHINACEA

Originaria del Nord America, l’echinacea (Echinacea purpurea) è riuscita a farsi conoscere in quasi tutto il mondo per le sue proprietà immunostimolanti. Le moderne ricerche scientifiche mostrano che la pianta contiene acido cicorico, un composto del gruppo dei polifenoli, di cui si è constatato che aumentano considerevolmente l’efficienza del sistema immunitario. L’acido cicorico aumenta la produzione di interferone e di immunoglobina, contribuendo cosi a migliorare l’immunità. In più, l’acido cicorico presenta delle proprietà antiossidanti. Per questo, usare costantemente per certi periodi di tempo dei rimedi che contengono echinacea porta ad una rapida crescita delle capacità naturali di difesa dell’organismo nei confronti delle infezioni batteriche o virali. Oltre a ciò, la pianta contribuisce appieno a ridurre e poi eliminare gli stati di stanchezza, i disturbi emotivi e gli stati depressivi. L’effetto stimolante generale dell’echinacea fa apparire in breve tempo uno stato stenico di buona disposizione, che ci consente di ridefinire velocemente le motivazioni interiori nell’essere attivi e fiduciosi in ciò che è bello e buono.

 

VALERIANA

La valeriana (Valeriana officinalis) è una delle più efficaci piante curative con effetto calmante. Il suo nome proviene dalla parola latina valere nel significato di “benessere”. Tradizionalmente, la radice di valeriana viene usata come sedativo naturale, determinando un’azione efficace di rilassamento a livello dell’intero sistema nervoso centrale. Attentamente studiata dai ricercatori sin dal XX secolo, la radice di valeriana contiene oltre 150 costituenti. Tra questi, un posto importante lo svolge l’acido gamma-aminobutirrico, aminoacido considerato importante inibitore dei neurotrasmettitori e che si trova in quasi il 40% delle sinapsi del cervello. Numerosi studi clinici hanno mostrato che questo composto naturale presente nella radice di valeriana determini il miglioramento della memoria e delle funzioni cognitive, facendo sparire la stanchezza o la debolezza associata agli stati di nervosismo, ansia o stress. In più, l’acido gamma-aminobutirrico contenuto nella radice di valeriana ha anche un importante valore nutritivo. Per questo, l’uso dei rimedi naturali che contengono valeriana permette la rigenerazione delle funzioni del sistema nervoso e l’instaurarsi di un profondo stato di rilassamento, che favorisce anche il sonno riposante. Come hanno mostrato diversi studi clinici e ricerche realizzate sulla radice di valeriana, un fatto da notare è che anche nel caso di un’amministrazione ripetuta, di lunga durata, la radice di valeriana non ha alcun impatto negativo sugli stati di vigilanza, sull’attenzione o sulla velocità di risposta agli stimoli nervosi, che sono i processi che si svolgono normalmente negli stati di veglia.

 

SALVIA

Si dice che quando pianti e poi curi con attenzione la salvia in giardino lei poi ti offrirà il dono di una vita lunga e felice. Nell’antichità la salvia (Salvia officinalis) era considerata la pianta che aiuta gli anziani a godersi la vita come i giovani. Sin da quei tempi, le foglie di salvia venivano impiegate in numerosi preparati naturali per migliorare la memoria. In latino il suo nome significa “guarire”, perché le foglie di salvia presentano virtù curative in quasi tutti i tipi di disturbi, motivo per cui è stata considerata una vera e propria panacea. La salvia fa parte delle piante aromatiche. Insieme all’eucalipto, le foglie di salvia contengono anche altre sostanze con un ruolo di potente antiossidante. Studi fitochimici comparativi hanno mostrato che la salvia ha effetti antiossidanti potenti quasi quanto le diverse varietà di timo. Le foglie di salvia possono essere usate in diversi modi, sia fresche che in polvere secca. Masticate intere, fresche, o secche, le foglie di salvia possono generare rapidamente uno stato di energizzazione psichica che allontana in modo sorprendentemente veloce gli stati di ansia, irrequietezza, paura o depressione. Usata sistematicamente da chi la conosce, la salvia può portare in breve tempo a migliorare l’attenzione e la vigilanza. Favorisce inoltre il raffinamento delle percezioni sensoriali e può contribuire appieno ad amplificare l’intelligenza creatrice benefica.

 

CARDAMOMO

Il cardamomo (Elettaria cardamomum) è una pianta originaria del sud dell’India. Arrivata dall’Oriente per il suo gusto particolarmente aromatico e per le sue proprietà antitossiche, il cardamomo diventa comune anche in Europa, aromatizzando il caffè, per il fatto che neutralizza in una certa misura l’effetto nocivo della caffeina. Gli arabi, grandi conoscitori dei poteri delle piante, sono quelli che l’hanno chiamata il “seme dell’amore”. Il cardamomo è apprezzato come afrodisiaco, risvegliando non solo l’appetito sessuale ma soprattutto il “fuoco interiore dell’amore”. Un preparato molto semplice ed efficace in caso di stanchezza fisica o nervosa, o di mancanza di appetito sessuale, si ottiene mescolando un tuorlo d’uovo fresco con un cucchiaino di miele e una punta di semi di cardamomo macinato. Un dessert molto gustoso e nutriente è il riso integrale con latte e miele, condito con cannella, coriandolo, zenzero, zafferano e, ovviamente, semi di cardamomo, in uguali proporzioni. I semi di cardamomo vengono usati anche per preparare i dolci, dandogli un sapore speciale.

 

BASILICO

Tra le piante usate a scopo curativo, il basilico (Ocimum basilicum) è la pianta nota ed apprezzata ormai in tutto il mondo. Sin dai tempi degli antichi greci il basilico venne significativamente chiamato il “re delle piante mediche”, e il termine greco basileus aveva appunto il significato di “re”. Il basilico è originario dell’India, ma la sua coltivazione si diffuse sin dall’antichità nell’Europa meridionale. Avendo un aroma particolarmente piacevole e raffinato, il basilico continua a venire usato per aromatizzare diversi piatti culinari, anche per le sue proprietà digestive. L’olio volatile presente nelle foglie di basilico contiene linalolo, eugenolo, eucaliptolo e anetolo. Il basilico è unanimemente apprezzato come pianta che può favorire il risveglio spirituale. L’aroma specifico del basilico genera nell’ambiente immediato uno stato di sacralità, producendo in questo modo in coloro che si lasciano penetrare dal suo aroma piacevole un orientamento spontaneo della mente verso pensieri buoni e luminosi. L’utilizzo costante della polvere secca delle foglie di basilico è estremamente benefico per chi desidera risvegliare nel proprio universo interiore uno stato di armonia tra il cuore e la mente.

 

FINOCCHIO

Il finocchio (Foeniculum vulgare) è apprezzato come un eccellente fortificante, sin dai tempi dell’Antica Grecia. Il finocchio può sostituire con successo ogni altra pianta esotica, essendo un potente stimolante per la digestione e in generale per le funzioni dell’organismo. Il finocchio viene spesso considerato un alimento, che è anche un valido rimedio naturale. I semi di finocchio rappresentano un buonissimo aromatizzante per i dolci. Insieme ai semi di anice e cannella si può ottenere una combinazione aromatica molto saporita per i preparati dolci, per le torte e le macedonie di frutta. Il latte dolce con i semi di finocchio è un eccellente rimedio per le persone irritabili, litigiose, nervose o angosciate. La ricetta è la seguente: in un bicchiere di latte dolce bollente si mette un cucchiaino di polvere finemente macinata di semi di finocchio, poi si lascia raffreddare. Si beve immediatamente, a piccoli sorsi. La polvere di semi di finocchio, presa separatamente, genera un rapido stato di energizzazione psicomentale, aumentando cosi la vigilanza e determinando l’instaurarsi di uno stato di buona disposizione.

 

CENTOCCHIO

Presente nelle distese dell’Asia ed Europa, il centocchio o stellaria (Stellaria media) è una pianta relativamente comune, ma poco conosciuta ed apprezzata in rapporto alla sua larga diffusione. Le moderne ricerche scientifiche hanno mostrato che la pianta contiene triptofano, insieme a flavonoidi, cumarine, saponine, mucillagini, triterpenoidi, silicio, vitamina A e vitamina C. Emolliente, fine e dal gusto piacevole, il centocchio genera effetti calmanti sulla psiche e la mente. Contribuisce ad un miglior rilassamento psichico e mentale, conferisce lo stato di calma e aiuta ad instaurare uno stato profondo di interiorizzazione, caratterizzata da una lucidità molto maggiore.

 

SRINGATAKA

La sringataka (Trapa natane) o “castagna d’acqua” è nota nella tradizione ayurvedica come una delle più importanti piante dalle virtù rivitalizzanti. In India, negli ambienti rurali, la polvere del frutto di sringataka viene usata come sostituto della farina di cereale, soprattutto da chi cercava delle diete purificanti. Nelle comunità indù, la farina di frutti di sringataka è inclusa nel digiuno prima delle feste religiose, per preparare delle tortine o dei panini arrostiti. La pianta è ricca di elementi minerali, soprattutto calcio (20 mg per 100 grammi). Nella pratica Yoga, la polvere di frutti di sringataka viene usata per amplificare gli stati di vitalità e per stabilizzare le fluttuazioni della mente. L’uso della polvere del frutto di sringataka conferisce profonda stabilità mentale e permette di entrare in uno stato superiore di contemplazione. Lo stato di “immobilità” della mente, che sopraggiunge in seguito all’uso della polvere di frutto di sringataka rende la pianta utile a chi intende perfezionarsi nella realizzazione del procedimento yogico del Laya Yoga. L’uso costante di questa pianta vitalizzante crea le premesse di una dinamizzazione espansiva a livello di ANANDAMAYA KOSHA, facilitando cosi l’accesso ad uno stato di profonda felicità interiore.

 

VERBENA

Conosciuta da oltre 5000 anni, la verbena (Verbena officinalis) è una pianta curativa usata nelle diverse tradizioni del mondo. Nel corso del tempo, la verbena è stata apprezzata come “pianta dell’amore”. Nel Medio Evo veniva usata per la preparazione di alcuni elisir magici, capaci di ammorbidire l’animo focoso degli uomini guerriglieri. La verbena è conosciuta ed utilizzata anche nella tradizione indiana. Nella medicina Yunani, la verbena viene usata come tonico, antifebbrile, ma soprattutto come sedativo, per il trattamento dei disturbi nervosi. In Cina, la verbena veniva usata per trattare gli stati di irritazione, contrazione e tensione nervosa, in quanto conosciuta per il suo effetto profondamente calmante e tranquillizzante, che conferisce un buonissimo stato a livello psichico e mentale. Quel che è notevole nel caso della verbena è soprattutto la sua capacità speciale di modellare in senso benefico le asperità specifiche della natura maschile, che è ancora insufficientemente armonizzata. L’uso dei preparati naturali di verbena o della polvere secca di questa pianta può portare all’apparizione negli uomini di un ampio stato di apertura affettiva verso la natura femminile.

 

LAJJA

In Oriente, lajja (Mimosa pudica) è una pianta molto apprezzata per la bellezza dei suoi fiori e anche per la sensibilità che ha. La lajja è una pianta sensibile al tocco. La tradizione vedica e poi quella ayurvedica menzionano che questa pianta, se usata saggiamente, può trasferire questa sua proprietà speciale anche nella struttura sottile dell’essere umano che la usa adeguatamente, amplificando cosi la sensibilità tattile e il raffinamento della percezione con il tatto. Le moderne ricerche di laboratorio hanno mostrato che la lajja contiene calcio, mimosina e alcune sostanze del tipo dell’adrenalina, che tutte insieme possono portare ad accentuare la ricettività sensoriale nel caso dell’essere umano. Nella tradizione ayurvedica, la radice di lajja viene apprezzata soprattutto per le sue virtù toniche-afrodisiache. Come afrodisiaco, la radice di lajja amplifica la sensibilità e il raffinamento erotico. Dal punto di vista gustativo, è molto mucillaginosa e dolce. Usata costantemente, per un certo periodo di tempo, la radice di lajja aiuta tantissimo ad amplificare la coerenza interiore e anche lo stato di armonia tra la sfera vitale e quella emozionale.

 

KUMARIKA

Il nome della pianta indiana kumarika (Smilax chinensis) proviene dalla parola sanscrita “kumari”, che significa “giovane donna” o “vergine”. Il nome suggerisce lo stato intenso di purezza che la pianta può generare nell’essere umano che la usa in maniera corretta. La pianta viene usata non solo nella tradizione ayurvedica, ma in tutta l’area dell’est asiatico. La radice di kumarika è molto apprezzata per i suoi effetti rigeneranti. Nell’ayurveda, la radice di kumarika è caratterizzata dal gusto prevalentemente dolce-astringente. La pianta contiene saponine e flavonoidi. Questo genera effetti calmanti e porta ad armonizzare gli stati psicomentali dell’essere. L’uso in polvere secca della radice di kumarika facilita l’instaurarsi nell’essere di uno stato pregnante di calma e limpidezza della mente. In passato, la pianta veniva usata frequentemente dagli yogi poiché conferisce una disponibilità molto maggior nel percepire chiaramente le energie sottili elevate e facilita al contempo la concentrazione mentale, allontanando le fluttuazioni mentali parassite. Nella pratica Yoga, la radice di kumarika è utilissima quando l’aspirante intende generare nel suo universo interiore una disposizione quanto più favorevole a realizzare meditazioni profonde e di lunga durata.

 

Istruttore di Ayurveda Andrei Gamulea

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