Prima Parte:
Chi ben comincia… o l’importanza dell’Inizio

In questa serie di tre articoli, cercheremo di presentare sotto una nuova visione alcuni aspetti fondamentali di ciò che nella tradizione esoterica è nota come la Legge dell’Ottava, spiegata anticamente da Pitagora e riportata a conoscenza grazie agli insegnamenti di Gurdjieff. Per tale motivo, invitiamo il lettore che non conoscesse tale Legge, ad approfondire l’argomento all’interno dell’articolo “Il significato spirituale dello Hiatus“. Ricordiamo qui brevemente solo i punti fondamentali:

Ogni svolgimento nell’universo, ciclo, fenomeno, situazione, azione è strutturato in sette tappe distinte. Affinché un processo, un’azione, un progetto, eccetera vada a buon fine, occorre che si compiano tutte e sette le tappe:

  1. Energia dell’Inizio, che da il via allo svolgimento;
  2. Energia di Sviluppo, che sostiene l’impulso iniziale;
  3. Energia di Stabilizzazione, che mantiene quella determinata azione;
  4. Energia di Hiatus, o iato o punto di sospensione (neutro), di discontinuità; qui l’azione potrebbe terminare, rimanendo incompleta, oppure dare il via ad un nuovo impulso, che permette di passare alla fase successiva;
  5. Energia di un nuovo sviluppo, rinnovato dall’impulso generato dallo hiatus;
  6. Energia di Stabilizzazione;
  7. Energia di Finalizzazione o Completamento.

legge-sette

Di queste tappe ve ne sono tre fondamentali, che andremo a conoscere in questi tre articoli:

  • la tappa 1, o dell’Energia dell’Inizio
  • la tappa 4, o del Momento dello Hiatus, di rinnovo dell’impulso iniziale, che permette di superare un ristagno,
  • e la tappa 7 o fase di Completamento (o hiatus finale), che permette di concludere (buon fine) ed eventualmente di passare alla nuova tappa 1 (o ottava).

Questo è  il modello su cui, tra le altre cose, è stata costruita la scala musicale occidentale, con le 7 note fondamentali. Dove il sette simboleggia quindi il completamento, un tutto a cui non manca nulla.

L’inizio: Partire con il piede giusto

Ora, l’importanza dell’Energia dell’Inizio era cosa nota anche nella tradizione popolare, con diverse espressioni come “partire con il piede giusto”, “iniziare di buon ora” e “chi ben comincia è a metà dell’opera”, a significare che il modo in cui iniziamo qualcosa ha un’importanza capitale. E per “modo” intendiamo sia l’attitudine interiore (consapevolezza di colui che inizia) che le condizioni spazio-tempo in cui avviene la partenza (l’integrazione di una certa azione nei ritmi universali, tenendo conto anche dei tattva, secondo la scienza dello Svara Yoga).

Vi sono infatti cicli cosmici che vanno dai macro cicli come le ere, le precessioni, gli anni, le stagioni, ecc. ai micro cicli, come i periodi dei bioritmi nell’essere umano, il ciclo giorno/notte, fino ai cicli di inspiro ed espiro.

Tutto nell’Universo è strutturato attraverso cicli, definiti da precisi ritmi. Tutto è Movimento, tutto è Vibrazione, che determina poi lo svolgimento di ogni aspetto della Vita. Più precisamente, anziché usare il termine ciclo, si potrebbe usare il termine spirale, poiché l’Universo si sviluppa a spirale, dalle galassie alle formazioni in natura come i fiori, le pigne, le lumache, ecc.

Compito dell’essere umano è integrarsi in questi ritmi universali, affinché possiamo sfruttare il flusso della corrente. E’ una questione di saggezza naturale che consente di vivere nell’armonia, e quindi di integrarci nel Tutto. Possiamo infatti ben notare quelle volte in cui il nostro agire, le nostre scelte avvengono in maniera fluida e scorrevole, come ispirata, dove quasi non siamo noi a “scegliere” ma sentiamo che le cose son da fare esattamente in quel modo, a cui prima non avevamo pensato… integrazione nell’armonia universale. Altrettanto, vi son situazioni in cui ci sforziamo, eppure tutto sembra andare storto, si fa molta più fatica del solito… qualcosa non era iniziato col piede giusto…

Ecco che s’intravvede il senso di questo “iniziare”. Ora, questo iniziare sottende a questa Legge del Sette (o dell’Ottava), che include appunto l’Energia dell’Inizio: cosi come noi cominciamo qualcosa, esso genera già, in seme, le premesse del suo futuro svolgimento. E sappiamo bene che seminare nel periodo sbagliato dell’anno non farà altro che seccare inutilmente quel seme.

L’inizio, infatti, è determinato dalle 3 energie divine fondamentali: 1) l’energia della Volontà (iccha shakti), 2) l’energia della Conoscenza (jnana shakti) e 3) l’energia dell’Azione (kriya shakti).

Queste tre energie sono presenti in ogni aspetto. Ad esempio, se mi viene la voglia (iccha) di dipingere, inizierò a pensare (jnana) come sarà quel quadro, il soggetto, i colori, ecc.; il quadro a livello mentale esiste già, o almeno un abbozzo, un’idea di partenza; e solo quando prenderò il pennello in mano e comincerò a colorare la tela, allora l’azione (kriya) comincerà a manifestare quel quadro nella materia.

Semplificando, potremmo dire che queste tre energie, fondamentali in ogni aspetto della creazione, rispondono a tre aspetti: perché (l’intenzione o volontà), come (la conoscenza) e quando (l’inizio vero e proprio).

Conoscere questi aspetti ci può aiutare immensamente, a fare in modo che le nostre azioni quotidiane siano sempre più armoniose, inizino con il piede giusto e giungano a buon fine. Essi sono validi per ogni tipo di azione, anche la più insignificante (in apparenza), ma in particolare per tutte quelle azioni che per noi sono importanti, come: iniziare la giornata, il lavoro, mangiare, fare un viaggio, iniziare un progetto, una pratica spirituale, firmare un contratto (di lavoro, compravendita, ecc.), iniziare a fare l’amore, e per ogni altra decisione importante.

COME: il modo in cui cominciare è la nostra attitudine, il nostro stato di coscienza. Iniziare con consapevolezza, con sacralità, ci viene presentato in diverse opere orientali, fra tutte la Bhagavad Gita e gli Yoga Sutra, in cui viene indicato di offrire i frutti di quell’azione al Divino. Ossia realizzare un’attitudine di Karma Yoga, o di servizio disinteressato, in cui l’agente si pone come un canale di manifestazione. Diventiamo strumenti al servizio del Bene Comune. Questa offerta dei frutti la possiamo chiamare anche consacrazione, ossia rendere sacro ciò che stiamo per compiere. Sacro qui viene inteso in senso lato, non legato ad una religione o credo, bensì in contrapposizione al profano: ogni aspetto del nostro quotidiano lo possiamo vivere in modo sacro o profano. Le azioni più banali, se svolte con un’attitudine di presenza, armonia, rispetto, ecc. renderanno quella semplice azione come un piccolo rituale di bellezza. Altrettanto, anche una situazione ritenuta essenziale, se fatta con l’attitudine sbagliata può renderla priva di senso, svilirla, volgarizzarla,… Ciò che qui è importante ricordare è di consacrare prima che questo inizio avvenga effettivamente.

QUANDO: rivela che c’è sempre il momento giusto per cominciare. Questo rimanda alle conoscenze iniziatiche dello Svara Yoga e del tattva migliore per iniziare una certa azione. Ma anche per i non iniziati, si può prestare una certa attenzione nel sentire se quello è proprio il momento buono per cominciare. A volte sentiamo che forse è il caso di aspettare, di rimandare momentaneamente; a volte sentiamo che è proprio il momento di agire. Questo sentire è una pratica di attenzione lucida e distaccata, nella quale il nostro agire non è determinato dagli impulsi del momento o dai richiami dell’ego, ma da una condizione di centratura nel Cuore, dalla capacità di agire guidati dalla voce interiore.

PERCHE’: ogni azione genera una conseguenza, precisa e determinata (legge di causa ed effetto, o legge del Karma). E’ quindi molto utile porci la domanda del perché stiamo per realizzare una certa azione. Permette di intravedere le possibili catene di effetti. Soprattutto, è importante cogliere qual è la nostra vera intenzione. E’ l’intenzione che fa la differenza. La purezza delle intenzioni o l’egoismo di un intento? Lo facciamo per paura o per amore? Chiedersi perché, prima di cominciare, può chiarire tante cose.

Cogliendo l’opportunità di un nuovo inizio, vi auguriamo che l’anno 2017 sia un’occasione per iniziare al meglio, con coscienza (Shiva) e presenza di cuore (Shakti), ogni desiderio, intenzione, pensiero ed azione, affinché l’agire di ognuno sia parte della Grande Armonia Universale!

Segue con gli Articoli: 

Seconda parte: Il significato spirituale dello Hiatus
Terza parte: Il Buon Fine e l’importanza del Completamento (prossimamente)
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