I MISTERI svelati del momento occulto di HIATUS

Introduzione realizzata da Gregorian Bivolaru, in occasione della brochure sullo Hiatus solare del 2012

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Prima Parte: L’Energia dell’Inizio
Terza parte: Il Buon Fine e l’importanza del Completamento (prossimamente)

Definizione: Hiatus o iato (in italiano), proviene dal latino e indica “mancanza”, “vuoto”, “assenza”, “interruzione”, “pausa”, “arresto”.

Lo hiatus è una pausa che fa apparire una certa discontinuità che appare tra due aspetti distinti. In altre parole, uno hiatus segna un’interruzione che appare nel tempo o che segna un arresto che sopraggiunge in una certa continuità.

Il momento occulto di Hiatus è in realtà l’espressione della LEGGE DEL SETTE, conosciuta dai grandi iniziati e saggi. Questa legge è stata rivelata per la prima volta dal grande saggio Pitagora. In maniera succinta, possiamo dire che la LEGGE DEL SETTE evidenzia il modo del tutto speciale e misterioso in cui si comporta l’energia nel corso di un’azione o di un processo che avviene nella manifestazione (questo modo in cui si comporta l’energia nel corso di un’azione o di un processo è evidenziato da questa Legge occulta del Sette nell’intero Macrocosmo). Questa LEGGE DEL SETTE mostra come in realtà in tutta la Manifestazione tutto avvenga secondo determinate tappe e in certe sequenze; tutto quello che si produce evidenzia allora un certo ordinamento nascosto e precisamente prestabilito, universale.

La LEGGE DEL SETTE evidenzia per gli iniziati l’utilizzo in ogni azione o processo di due tipi di energie misteriose che vengono coinvolte in maniera armoniosa in certi momenti, ben stabiliti per ogni fase. Nell’ambito di questa LEGGE DEL SETTE si tratta innanzitutto, nella prima fase, dell’ENERGIA DELL’INIZIO, impulso iniziale impregnato di dati specifici definitori di quell’azione o processo.

Questa misteriosa ENERGIA DELL’INIZIO da il via all’azione o processo, permettendo e assicurandone lo svolgimento in conformità con lo scopo perseguito, fino ad un certo momento dato, in cui questa energia misteriosa dell’Inizio – che di fatto è l’impulso occulto iniziale – termina. Se non si interviene come si deve proprio in quel momento preciso, in cui l’impulso iniziale (l’ENERGIA DELL’INIZIO) si trova esattamente in quella fase in cui l’ENERGIA DELL’INIZIO sta per terminare, in quel momento occulto di HIATUS (iato) è possibile che appaia una discontinuità, il che vuol dire che quell’azione o processo può venir preso – in assenza dell’Energia dell’Inizio (che sta terminando proprio in quel momento) che conferisce un’impronta specifica di quell’azione o processo – da un qualunque altro tipo di energia (che potrebbe essere nettamente diversa dall’Energia dell’Inizio) che appare allora, potendo così dare a quell’azione o processo una direzione del tutto imprevista inizialmente o eventualmente anche fermandola. Entrare in una simile situazione (il momento occulto di Hiatus) può portare alla comparsa di alcuni effetti sorprendenti che potrebbero essere completamente opposti allo scopo iniziale che è stato fatto partire (sprigionare) con la manifestazione dell’Energia misteriosa dell’Inizio. Proprio per questo, in ogni azione o processo, esattamente in quel Momento occulto di Hiatus, cioè di neutralità che appare dopo lo svolgimento dell’impulso iniziale, nel corso delle 3 fasi distinte (di crescita dell’energia, di mantenimento di quell’energia nell’azione – fase considerata di piano – e di decrescita, che appare quando l’energia diminuisce), siccome l’energia sta finendo è sempre necessario l’apporto (che anche se non ne siamo coscienti avviene comunque, in modo misterioso ed ineluttabile) di una nuova energia, che è un’informazione strutturata proprio come l’energia dell’Inizio, in modo che quell’azione o processo venga ripreso affinché continui e giunga al suo termine, in conformità con lo scopo fissato inizialmente. Questa seconda energia, che potremmo chiamare energia di prosecuzione e finalizzazione, è integrata al momento opportuno nel MOMENTO OCCULTO DI HIATUS, per permettere la continuità dell’azione o del processo, e anch’essa si manifesta in tre fasi evolutive (crescita, mantenimento e decrescita), che aggiunte alle quattro fasi iniziali del processo (ossia le tre fasi dell’energia dell’inizio a cui si aggiunge il momento di neutralità o di Hiatus), segna in totale 7 fasi distinte di svolgimento di un’azione o di un processo, in base al seguente diagramma:

legge-sette

A sua volta, quell’azione o processo si constata ad un’attenta analisi che si manifesta in tre tappe distinte – la tappa di crescita, la tappa di svolgimento e la tappa di finalizzazione. La tappa vera e propria di svolgimento o di continuazione avviene ogni qual volta si supera al meglio il primo MOMENTO OCCULTO DI HIATUS (che essendo all’interno del fenomeno o processo viene chiamato anche HIATUS INTERIORE di quel fenomeno o processo). Alla conclusione, dopo aver terminato la tappa di finalizzazione, quell’azione o processo entra in una ben meritata fase di neutralità (ossia, appare allora un secondo MOMENTO OCCULTO DI HIATUS, che a volte viene chiamato HIATUS FINALE), richiesta per ogni azione o processo che si è concluso con successo.

Per quanto presentato, risulta l’universalità della LEGGE DEL SETTE e allo stesso tempo, con una comprensione profondamente analogica, possiamo intuire l’importanza speciale del MOMENTO OCCULTO DI HIATUS.

Hiatus – presentazione secondo la tradizione dello Shivaismo Cashmiriano

Tra due TATTVA c’è sempre un certo hiatus (questo hiatus evidenzia dal punto di vista iniziatico la misteriosa realtà del VUOTO BEATIFICO CREATORE). Lo HIATUS è in realtà per gli iniziati l’espressione del Continuum enigmatico fondamentale, che è la Coscienza Divina Suprema stessa (Paramashiva o Dio Padre) e che si trova incessantemente presente sia nei 36 TATTVA fondamentali che al di fuori di essi.

Lo Shivaismo mostra, proprio come la fisica attuale, che l’intero mondo è di fatto costituito da alcuni “quadri” discontinui (stati quantici specifici), seguiti poi da altri “quadri” (stati quantici specifici), ecc. e il passaggio da uno stato all’altro è discontinuo (cioè, il passaggio da uno stato ad un altro è caratterizzato da una certa discontinuità, che non è altro che il MOMENTO OCCULTO DI HIATUS). Tra due qualunque stati quantici (bagliore creatore, abhasa) successivi c’è sempre uno hiatus (un vuoto assoluto che è strettamente collegato al MOMENTO OCCULTO DI HIATUS). In questa profonda visione, caratteristica della saggezza orientale, l’intera manifestazione appare come una successione discontinua di bagliori istantanei (abhasa) della Coscienza Divina Universale (che non è altro che la Coscienza Suprema di Dio Padre), che si manifesta di Sua Volontà e in una perfetta e totale libertà.

La scienza segreta dell’energia del tempo ci offrirà ogni volta molte sorprese stupefacenti e profondamente spirituali, in quanto essendo in piena armonia (in quei momenti di hiatus) con lo stato di Vuoto Beatifico Creatore ad essa associato, abbiamo ogni volta moltissime possibilità di raggiungere istantaneamente stati di coscienza molto elevati (persino stati di estasi divina, samadhi), semplicemente stando attenti a quei momenti di Hiatus, prendendo coscienza intensamente e profondamente dentro di noi di ogni momento distinto di hiatus di quel rispettivo ciclo temporale. La coscienza su ogni momento occulto di Hiatus nel nostro universo interiore ci permette implicitamente di entrare in risonanza occulta con l’energia misteriosa del VUOTO BEATIFICO CREATORE.

In ogni stato di orgasmo vissuto pienamente, senza l’eiaculazione per gli uomini e senza la perdita per le donne, si rivela ogni volta – anche se non ce ne rendiamo conto – un MOMENTO OCCULTO DI HIATUS, che ci mette in risonanza istantaneamente con la colossale energia del Vuoto Beatifico Creatore.

Se nello svolgimento di un’azione o di un processo o fenomeno oggettivo esistente nell’intero Macrocosmo sappiamo esattamente quando si manifestano questi intervalli di discontinuità, e orientiamo la nostra attenzione in modo fermo e costante per diventarne coscienti dentro di noi, possiamo così diventare consapevoli molto facilmente dell’immensa e misteriosa energia spirituale del Vuoto Creatore Beatifico, facendo così enormi progressi spirituali, o riuscendo fare importanti salti spirituali.

Rivelazioni essenziali sul significato occulto del momento di Hiatus

Per capire bene l’importanza e il significato occulto dei momenti di hiatus, daremo qualche informazione in merito.

Come sappiamo, sia dai modelli proposti nelle tradizioni spirituali del pianeta che in base alle concezioni sull’universo presentate dalla scienza contemporanea, l’intera manifestazione non è altro che un immenso insieme perfettamente coerente di energie che si presentano sotto forma di vibrazioni, con diverse frequenze di manifestazione, che interferiscono o interagiscono tra loro producendo così diversi processi di risonanza (ossia, di modalità stabili di composizione o mantenimento di un numero impressionante di fenomeni vibratori).

Come afferma la tradizione tantrica, il Macrocosmo esiste tra l’altro anche per le energie che si manifestano e per il costante mantenimento di fenomeni di risonanza particolari, che gli danno una certa apparenza, una certa coerenza e stabilità.

Così, l’intero spazio circostante – spazio che a livello della nostra coscienza individuale ci appare come qualcosa di immobile e indipendente dai corpi e dagli oggetti che contiene, e che è sempre caratterizzato dalle stesse coordinate tridimensionali fondamentali (avanti-indietro, sopra-sotto, ecc.) – esiste grazie al mantenimento costante da parte delle energie fondamentali che ci sono nella Manifestazione di determinate risonanze che sono caratterizzate da frequenze di vibrazione specifiche.

Così anche il tempo (che in realtà è energia) – che viene percepito a livello della coscienza individuale comune come avente un’esistenza immutevole e relativamente uniforme, che si manifesta sempre mediante le sue tre dimensioni, conosciute come passato, presente e futuro – è a sua volta il risultato di alcune modalità risonanti, stabili e coerenti (in questo caso si tratta delle misteriose energie del tempo, che alcuni studiosi conoscono da esperimenti di laboratorio).

Tutta la nostra vita è quindi caratterizzata dall’esistenza e dalla manifestazione di un insieme enorme di processi di risonanza, che presentano determinate frequenze di vibrazione, che vengono sintetizzate dalla nostra coscienza in un tutt’uno coerente ed unitario.

Come praticanti di yoga sappiamo però che in certe condizioni del tutto speciali questa apparente immutabilità (ossia questa stabilità) dei processi di vibrazione e delle risonanze esistenti che caratterizzano la nostra esistenza nel tempo e nello spazio, può venire modificata. In simili stati speciali di coscienza noi sperimentiamo quindi le energie del tempo e possiamo allora confrontarci – ad esempio – con sorprendenti fenomeni di trascendenza del tempo o vivere cosiddetti stati di onnipresenza, o fenomeni di proiezione della coscienza al di fuori del corpo fisico. In queste esperienze possiamo anche confrontarci con fenomeni paranormali di traslazione negli enigmatici mondi sottili paralleli.

Qualunque sia il modo in cui percepiamo tutti questi fenomeni di risonanza o di energie sottili che esistono nell’intero Macrocosmo, ci rendiamo quasi sempre conto – in base al grado di risveglio della nostra coscienza – che al di fuori di noi esistono oggettivamente delle leggi universali che organizzano e strutturano tutte le manifestazioni e i fenomeni che ci sono nella Creazione, facendoli apparire così come stabili e coerenti.

Certamente, ci sono per ogni livello della manifestazione universale (mondo fisico, mondo astrale e mondo causale) determinate simili leggi, alcune ormai note anche alla scienza (come la legge di attrazione universale o i principi della termodinamica, ecc.).

Alcune di queste leggi sono valide però solo su determinati livelli esistenziali. Ad esempio, la legge di scorrimento dell’energia sottile del Tempo in modo lineare dal passato al futuro – aspetto che sembra irreversibile ed obbligatorio per la comune esistenza terrestre – non rappresenta alcuna costrizione per l’esistenza in certi mondi astrali, dove le misteriose energie del tempo si manifestano lì in tutto un altro modo (potremmo dire che le energie del tempo si manifestano negli altri mondi su una “ottava” superiore) o possono anche essere vissute come qualcosa di unificato, e allora si può parlare di un cosiddetto “eterno presente”. Questo vissuto diverso delle energie del tempo ci viene svelato in maniera ineffabile sia negli stati di meditazione yogica profonda che negli enigmatici stati di illuminazione.

Ci sono però anche delle leggi divine essenziali che si ritrovano a tutti i livelli della Creazione, formando così quello che potremmo chiamare l’essenza del processo di organizzazione e strutturazione della Creazione. Di queste è necessario ricordarne qui solo tre (ovviamente in una forma lapidaria). [Alcune di queste leggi e principi spirituali fondamentali sono state già studiate e altre verranno presentate più avanti nei nostri corsi di yoga]

1. Il Principio universale dell’Unità fondamentale

Questo principio afferma che il sostrato (essenza) che si trova alla base di tutte le vibrazioni esistenti nell’intera manifestazione è una Vibrazione Unica Suprema, che si può definire sia come Volontà Divina Creatrice che come Libertà Divina Assoluta. Essa viene spesso menzionata nella tradizione tantrica con il nome di Spanda (La Suprema Vibrazione Divina Creatrice).

Questa Suprema Vibrazione Creatrice di Dio Padre è quella che assicura in permanenza la piena coerenza della manifestazione, facendo apparire tutte le energie-vibrazioni che energizzano e animano l’intero universo, determinandone così la sua struttura olografica, dove ogni “parte” costitutiva dell’universo si ritrova implicitamente integrata nel Tutto (nell’intero) e al contempo si rispecchia in ogni altra “parte”, e reciprocamente, l’Intero (il Tutto) si riflette (si proietta o specchia) integralmente in una qualunque delle sue “parti” componenti.

2. La Legge universale occulta del Tre

Questa legge occulta afferma che ogni unità (parte) della Creazione presenta sempre – qualunque sia il livello di vibrazione in cui si trova – 3 aspetti o tendenze distinte.

Nella maniera più generale possibile, queste tendenze si possono definire come:

– l’aspetto (+) o attivo, yang, solare;

– l’aspetto (-) o passivo, yin, lunare;

– l’aspetto (0) o neutro, che unifica ed integra il più e il meno (l’attivo e il passivo) in un perfetto stato di unità.

3. La Legge universale occulta del Sette

Questa legge occulta che dobbiamo indicare in questo contesto è strettamente connessa al momento occulto di hiatus. Nell’ambito di questa legge, si afferma che l’insieme di un qualunque processo presenta sempre un certo svolgimento con delle fasi specifiche, che si svolgono in un certo modo e tempo.

Più precisamente, si può affermare che nella realtà occulta di ogni processo che appare nella manifestazione ci siano delle fasi distinte nello svolgimento di quel processo caratterizzate da uno stato di rallentamento o anche di ristagno. In queste fasi precise, affinché quel processo vada verso il suo compimento occorre che venga sostenuto (che riceva un impulso) da alcune energie specifiche provenienti dall’esterno.

Senza questo aiuto esterno, quel processo non continua a svolgersi in maniera naturale fino alla sua conclusione. Se non gli viene dato quell’impulso, che quasi ogni volta quel processo richiede, questo potrebbe involvere in uno stato potenziale o anche venire riorientato (deviato) verso tutt’altra direzione rispetto a quella iniziale.

In altre parole, questa legge occulta divina fondamentale (che come visto si ritrova su tutti i livelli della manifestazione) afferma che ogni fenomeno che inizia non è detto che giunga obbligatoriamente alla finalità iscritta nella sua struttura.

Ci sono dunque momenti nell’evoluzione di ogni processo o fenomeno che potrebbero fermare il tutto, ossia vi sono delle discontinuità nell’evoluzione vibratoria di qualunque processo o fenomeno.

Queste discontinuità (hiatus) appaiono sempre in 2 tappe precise dell’evoluzione di ogni fenomeno, e grazie a questo fatto le possiamo determinare in anticipo, se conosciamo già la durata di svolgimento di quel fenomeno e il suo momento di inizio.

Questa legge essenziale è quella che porta l’universo che si sviluppa nel tempo-durata a non degenerare nel caos, perché se non ci fosse questa legge ogni fenomeno o processo che comincia sarebbe impossibile da fermare. Ad esempio, se un fenomeno meteorologico naturale (pioggia, neve, ecc.) cominciasse, non vi sarebbe alcun fattore occulto che potrebbe fermarlo: proprio per questo un simile processo potrebbe mantenersi da sé e continuare all’infinito.

Invece, l’esistenza di questo momento di discontinuità permette che tutti i processi e le azioni che cominciano possano anche venir fermate (ovviamente se nel frattempo non vengono nuovamente sostenute, proprio in quei momenti chiave, che si ritrovano quasi uguali in ogni processo o fenomeno).

Nella nostra esistenza individuale, la LEGGE DEL SETTE a volte può sembrare non come un elemento che mantiene lo svolgimento di alcuni processi, ma come un processo di hiatus o di ristagno, che si frappone nelle azioni o processi che appaiono nel nostro universo interiore. Ad esempio, se desideriamo tantissimo fare una certa cosa e per questo dobbiamo fare un certo sforzo, quando vinciamo la nostra inerzia eccoci all’opera, ma dopo un po’ di tempo ci accorgiamo di non avere lo stesso slancio ed entusiasmo che avevamo all’inizio, anzi ci rendiamo conto di uno stato accentuato d’inerzia che vorrebbe impedirci di fare tutti gli sforzi necessari per portare a termine quell’azione.

Per un praticante yoga, la situazione più comune è quella di aver preso un tapas spirituale: ci proponiamo di fare un certo tapas (ad esempio per 49 giorni) e lo iniziamo pieni di fervore, però dopo aver avuto tanto slancio ed effervescenza all’inizio, arriva poi un momento in cui ci sembra quasi impossibile poter continuare quel tapas.

In simili situazioni è molto importante, secondo la LEGGE DEL SETTE, che esattamente in quei momenti di grande difficoltà, in cui ci confrontiamo con stati di eccessiva inerzia, ci mobilitiamo in un certo modo, spronandoci al momento opportuno così come si deve (ovviamente faremo questo in modo saggio ed armonioso, agendo nei limiti del buon senso e non forzando mai la nostra struttura in maniera egotica!). Agendo così, proprio quando ci appare quello strano stato di hiatus, potremo allora riprenderci, risvegliando così lo slancio iniziale e la forza di volontà, con cui “riempiremo” esattamente al momento opportuno quello hiatus (vuoto) con forza ed efficacia.

Chi fa sport sa bene che a volte ci si confronta con un cosiddetto “punto morto”, che è un momento-chiave misterioso di ristagno, in cui molti si fermano e abbandonano. Ma se riescono a smuoversi al momento buono e riescono così a superare quel momento di inerzia e ristagno, facendo per questo un certo sforzo fisico e volitivo, noteranno come in questo modo fanno apparire un’energia misteriosa, che sarà anche maggiore di quella che si era manifestata all’inizio.

Subito dopo (una volta che sono riusciti a vincere quel “punto morto” di discontinuità o hiatus) noteranno che possono continuare con gran facilità, per un certo periodo di tempo, l’attività iniziata.

Un aspetto importante di cui tener conto è che lo sforzo di cui abbiamo bisogno dovrà essere fatto al momento giusto: esattamente quando appare quel ristagno che produce la rispettiva discontinuità (hiatus); è bene quindi ricordare che quello sforzo non dovrà essere fatto né prima né dopo questo momento occulto di hiatus.

Questi semplici esempi ci possono far capire come funziona questa legge occulta, di cui anche se non ne immaginiamo la realtà è tuttavia ben presente nella manifestazione ed è attiva sia attorno a noi che nel microcosmo del nostro essere.

La modalità segreta per determinare i momenti di hiatus

Come abbiamo visto, la tradizione occulta dell’umanità precisa che i momenti di hiatus (discontinuità) si possono determinare in anticipo, se conosciamo esattamente la durata di svolgimento di un certo fenomeno o processo e il suo momento d’inizio. Questo è possibile perché questi momenti avvengono sempre nella stessa fase di svolgimento di un qualunque fenomeno. Il modo d’agire della LEGGE DEL SETTE è quindi universale, ossia avviene sempre allo stesso modo.

Questi aspetti vengono spesso presentati per analogia con la gamma musicale (più precisamente, con la gamma temperata maggiore), in cui come sappiamo ci sono due intervalli di rallentamento delle vibrazioni sonore (nel senso ascendente della gamma, ad esempio dal Do al Si); questi intervalli in musica vengono chiamati “semitoni”. I semitoni della gamma maggiore corrispondono quindi ai momenti di discontinuità che caratterizzano la LEGGE DEL SETTE:

– il primo è posizionato in generale prima della metà dell’intervallo (o più precisamente, ai 3/7 dell’intero intervallo). Questo primo momento di hiatus è critico per la finalizzazione dell’azione, del fenomeno o del processo che è stato iniziato.

– Il secondo momento di questo tipo si trova proprio alla fine del processo, azione o fenomeno (cioè ai 7/7 dell’intero periodo di svolgimento del fenomeno o processo). Qui possiamo dire che quel fenomeno o processo è già arrivato a conclusione o si è finalizzato ed eventualmente potrà ricominciare o meno, subito dopo (quando può ricominciare di nuovo, in quell’occasione può traslarsi su un’ottava superiore oppure fermarsi).

Conoscere questo importante segreto iniziatico ha un gran valore, soprattutto per quel che riguarda l’applicazione della LEGGE DEL SETTE sulle diverse ottave oggettive. [Ricordiamo cosa abbiamo detto prima sul Principio dell’Unità: ogni parte (ossia ogni Intero in miniatura – che può essere considerato nel caso dell’essere umano come un microcosmo) è equivalente con alcune parti che esistono in quella ottava”].

In base a questi aspetti, possiamo dire che applicando questa legge occulta per quanto riguarda le misteriose energie del tempo, capiamo come ogni ciclo temporale sia equivalente a qualunque altro ciclo temporale, proprio come sono ad esempio equivalenti in geometria due figure geometriche simili: non importa quanto siano diverse di misura, in quanto le due figure geometriche vengono descritte dalle stesse leggi, proporzioni e corrispondenze (due triangoli equilateri o due cerchi, pur potendo essere diversi come area o raggio, rimangono comunque equivalenti).

Da questa prospettiva, possiamo dire che la durata di un certo ciclo TATTVICO può essere equiparata ad un giorno, ad un mese, un anno, ecc. (o con qualunque altra ottava temporale).

Dal punto di vista pratico, calcolare questi momenti è piuttosto semplice: per il secondo momento, si tratta della conclusione del processo o fenomeno considerato, mentre nel primo caso calcoliamo i 3/7 della rispettiva ottava temporale, come se questa avesse un movimento circolare (ciclo caratteristico del tempo). Quindi, applicando così questa legge alla durata di 1 anno, considerando l’anno astronomico che inizia con il momento di equinozio di primavera (quando il sole passa dal punto vernale – inizio del segno dell’Ariete) e si chiude con il successivo equinozio di primavera, ai 3/7 di questo movimento ciclico del Sole si considera che rappresenti il primo Hiatus Solare (quello in cui noi facciamo ad una certa ora di un certo giorno la meditazione annuale di hiatus), mentre il secondo hiatus solare è appunto il momento dell’equinozio di primavera.

Un altro importantissimo esempio di applicazione pratica di questa LEGGE DEL SETTE è il calcolo degli hiatus mensili (definiti dall’intervallo tra la fase di Luna Nuova – quando l’angolo tra il Sole è la Luna è 0° – fino alla fase seguente di Luna Nuova): i due hiatus lunari corrisponderanno quindi: al momento di Tripura Sundari (quando l’angolo relativo tra il Sole e la Luna è di 3/7 di 360°) e rispettivamente il momento di Shivaratri (quando l’angolo relativo tra Sole e Luna è 360°, che equivale a 0°).

Ugualmente, possiamo estrapolare il modo di calcolo e di applicazione della LEGGE DEL SETTE su qualunque altra ottava temporale. In tutte queste situazioni occorre però che siano dei cicli temporali oggettivi, non arbitrari (ad esempio, non è possibile calcolare la durata di uno hiatus di un giorno e mezzo o di un intervallo temporale di 3 ore e 5 minuti, ecc. se questi non corrispondono veramente ad un ritmo o ad una ciclicità temporale oggettiva.

Un’importante precisazione: nel caso dei fenomeni e dei processi che sono individuali questo modo di calcolo non è più così preciso, a causa delle interferenze con il nostro tempo soggettivo, che in certe circostanze potrebbe scorrere in maniera del tutto non lineare.

Se ad esempio ci proponiamo di fare un certo TAPAS di 7 giorni, questo non significa che necessariamente proprio tra il terzo e il quarto giorno dobbiamo aspettarci che sia il più difficile, perché nel caso del nostro tempo soggettivo – che caratterizza la dinamica sottile dell’anima, o la nostra dinamica emozionale e psicomentale – i fenomeni che avvengono presentano spesso un’accentuata non linearità. Questo significa che in un simile caso i nostri momenti di hiatus non corrispondano sempre perfettamente con quelli calcolati nel modo spiegato sopra. Questo è un metodo di calcolo perfettamente rigoroso solo nel caso in cui il tempo-durata sia oggettivo.

È per questo molto importante che nella nostra pratica spirituale (ad esempio la realizzazione di un TAPAS portato a buon fine) siamo sempre attenti, perché potrebbero apparire momenti più difficili (nei quali o riusciamo a mobilitarci in maniera esemplare e siamo così capaci di andare avanti, oppure il nostro TAPAS si fermerà inspiegabilmente – per gli ignoranti – ad un certo momento, corrispondente in realtà al momento di hiatus), il che non significa che se abbiamo superato bene quel giorno, corrispondente ai 3/7 della durata totale del TAPAS, allora poi possiamo rilassarci pensando che non ci saranno più problemi e che la buona riuscita verrà da sé, in modo certo ed automatico.

L’integrazione esoterica dei momenti di hiatus

È indicato applicare la LEGGE DEL SETTE sulle ottave temporali oggettive (esteriori) perché, nel caso di fenomeni e processi d’ordine universale, possiamo dire che le energie sottili esteriori che li sostengono provengono dalla Coscienza Divina.

In questi casi, non è quindi necessario un grosso sforzo da parte nostra, poiché Dio avrà sempre cura che ogni volta questi processi macrocosmici continuino a svolgersi ciclicamente. Soprattutto allora (nei momenti di hiatus dei fenomeni ciclici d’ordine macrocosmico) Dio interviene prontamente con un certo tipo di energia sottile, misteriosa, per sostenere e sospingere quei fenomeni o processi.

Più precisamente, si può dire che questo impulso occulto, divino, che arriva con sorprendente precisione proprio nei momenti chiave di hiatus di ogni processo macrocosmico, sia di fatto una manifestazione dell’energia misteriosa del Vuoto Creatore Beatifico, che vista da un’altra prospettiva può essere considerata come espressione di Spanda (la Vibrazione Divina Creatrice Suprema).

Quindi è proprio in questi momenti privilegiati che possiamo entrare facilmente in uno stato di risonanza con l’energia misteriosa del Vuoto Beatifico Divina e con le specifiche energie divine universali che sostengono l’intera Creazione. In questi momenti del tutto eccezionali possiamo facilmente trascendere la condizione individuale limitata, sperimentando in modo spontaneo dei vissuti estatici (soprattutto se siamo fermamente ed intensamente focalizzati su queste energie sottili – e allo stesso tempo pienamente abbandonati, andando oltre i limiti del nostro ego, in quello stato sublime). In questi momenti possiamo traslare all’istante nelle dimensioni sublimi della manifestazione, avere diverse percezioni interiori e visioni spirituali o avere facilmente diversi stati di illuminazione spirituale (ad esempio, possiamo confrontarci con uno stato di grazia che farà apparire la rivelazione spontanea del nostro Sé Supremo Immortale Atman).

Più l’intervallo scelto per questa pratica (di applicazione della LEGGE DEL SETTE) è ampio (ossia, più ci rapportiamo come si deve ai momenti specifici di hiatus di un’ottava temporale superiore) e più le energie divine con cui entreremo in risonanza saranno grandi, e quei momenti di hiatus dureranno molto di più. Ad esempio, lo hiatus che appare può durare solo qualche secondo nel caso di un fenomeno di breve durata (ad esempio un ciclo tattvico) o può durare qualche minuto nel caso di un giorno (che comprende un ciclo di 24 ore), oppure durare qualche ora o anche dei giorni nel caso di intervalli temporali ciclici che sono più grandi, ecc. Le energie sottili e misteriose che si sprigionano in quel momento, in maniera fulminea dalla Coscienza Divina, per sostenere la continuazione naturale di quel fenomeno sono quindi direttamente proporzionali alla durata (ampiezza) di quel fenomeno ciclico.

Siccome secondo la Legge Occulta del 3, in ogni momento temporale quasi ogni aspetto (vissuto, fenomeno, azione, processo, pensiero, impulso, ecc.) è caratterizzato dall’esistenza di 3 forze o tendenze distinte (più, meno e zero, o attivo, passivo e neutro, o maschile, femminile e complementato), la predominanza di questi 3 aspetti che appaiono nel momento di hiatus – qualunque sia l’ottava temporale scelta per la pratica – ha grandissima importanza.

Per capire meglio, facciamo degli esempi:

– nel momento di hiatus potremmo essere prevalentemente passivi (addormentati, stanchi, letargici, propri del tamas) e proprio per lo stato in cui ci troviamo integreremo in maniera altrettanto passiva ed inerte nel nostro essere – attivando determinati processi di risonanza occulta – le misteriose energie del Vuoto Beatifico Creatore, proprio come succede per la maggior parte delle persone comuni, che come dicono i saggi “non pensano ma vengono pensate, non agiscono ma vengono agite”;

– nel momento di hiatus potremmo essere prevalentemente attivi (essendo eccessivamente preoccupati dei nostri problemi personali, o focalizzati su tutt’altro, che non ha alcun legame con il rispettivo momento di hiatus, o essere troppo mentali ed analitici – anche solo sui fenomeni complessi e misteriosi del momento di hiatus! – oppure potremmo essere agitati dentro, in una condizione rajas, allora anche in questo caso ci confronteremo con stati gregari e limitati sui quali rivolgeremo automaticamente la nostra attenzione;

– infine, nel momento di hiatus potremmo essere caratterizzati dalla predominanza nel nostro universo interiore dell’aspetto neutro (condizione luminosa e trasparente del sattva, nel quale possiamo fissarci in modo fermo e costante in un sublime stato di vuoto mentale, che è presente in noi sullo sfondo di un’intensa aspirazione a Dio), e allora risuoneremo pienamente con le misteriose energie divine che trascendono la manifestazione (energie proprie del Vuoto Beatifico Creatore e che in quel momento (di hiatus) si manifestano appieno).

Questo terzo stato di vuoto mentale, che si può manifestare sulla base di un’intensa aspirazione a Dio, è sicuramente l’attitudine più indicata che dovrebbe manifestare uno yogi che vuole integrare al meglio dal punto di vista spirituale questo ineffabile momento d’incontro con Dio, quale è il momento occulto di hiatus.

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